Eccidio 7 Luglio Schio: siamo alle solite anzi, peggio…

Come ogni anno a Schio (VI) ha visto un manipolo di nostalgici vestiti di nero (reduci RSI) sfidare il calore estivo per darsi delle motivazioni alla loro triste esistenza.

Il copione e’ stato esattamente quello di ogni anno a questa parte e consiglio di rivedere gli articoli che trovate nell’archivio per approfondimenti sul perche’ e come la pensiamo a proposito.

Quello che mi preme condividere sono alcune riflessioni dopo la mia presenza in piazza.

La sinistra ex-parlamentare (Comunisti italiani, rifondazione etc.) ha mostrato un triste litigio pubblico tra personaggi politici locali per poi riunirsi in una bel ricordo dei fratelli Bogotto, torturati a morte dalle brigate nere.

Da parte fascista la cosa che mi ha innervosito e’ stata la presenza, oltre i soliti 4 reduci, di una ventina di giovani loschi individui che si sono presentati esternamente alle transenne, immediatamente riconosciuti e fermati dai burattini del potere.

Personalmente penso che lasciare nella loro solitudine e tristezza 4 vecchietti ci puo’ anche stare, ma non il permettere che un cosi’ nutrito gruppo di fascisti girino indisturbati per Schio, con buonapace della Digos impegnata a filmare gli antifascisti presenti al ricordo dei compagni trucidati.

 

“colpo su colpo”

blackflag

Padova – Niente di nuovo sul fronte del capitale

 

Pubblichiamo volentieri un recente articolo dei compagn* del Gramigna a proposito dell’ultimo sgombero subito.

E’ interessante notare come le dichiarazioni dei parassiti del consiglio comunale di Padova, utilizzino lo stesso linguaggio e le stesse bugie dei loro colleghi di Udine, Trento e di altre parti d’Italia.

 

 

LE MENZOGNE:
«Li cacciamo fuori di nuovo. Sporgeremo denuncia per occupazione abusiva e
chiederemo alle autorità d’intervenire. Della collettività gli interessa poco o
nulla: cercano solo visibilità.»
Marco Carrai, 24 ottobre 2010

«Sono state portate via tutte le cose utili. Forse è rimasto qualcosa fallato
o in attesa d’essere trasferito prima dello sgombero. Martedì manderò i tecnici
a fare un controllo.»
Claudio Piron, 31 ottobre 2010

«Bisogna mettergli la museruola. Oggi c’è interesse intorno alla struttura
come dimostrano diversi compratori. Chiariamo la situazione: quella di Torre è
stata un’occupazione abusiva, recidiva e fatta con la forza. Eravamo in una
situazione di piena illegalità, non si tenti di mascherarla come l’azione di
ragazzi bonari. I veri esempi di associazionismo che creano spazi raccolgono
centinaia di persone e seguono le regole. Proprio la terza circoscrizione (di
cui il rione di Torre fa parte) si presenta vivace e pronta a concedere spazi
ricreativi.»
Andrea Micalizzi, 24 marzo 2011

LA VERITÀ DEI FATTI:
Il 29 giugno si è tenuta negli uffici Patrimonio, Partecipazioni e Lavoro del Comune di Padova l’asta pubblica per la vendita del complesso dell’ex-scuola “Zanella-Davila” di Torre. Il Comune aveva fissato come prezzo base 2 milioni e 62 mila euro.
Anche quest’asta, come tutte quelle che l’avevano preceduta, non è nemmeno cominciata, poiché non è stata presentata nessuna offerta d’acquisto. Seppur il prezzo dell’area si stia sempre più abbassando un’ennesima asta
deserta non ci stupisce affatto. L’edificio della scuola, dopo lo sgombero del Gramigna del 23 marzo, era stato
pesantemente danneggiato a livello strutturale (devastazioni di soffitti, distruzione di finestre, abbattimento delle scale anti-incendio esterne, scavo di profonde buche per non fare più entrare macchine…).
Adesso che rimane soltanto una vera e propria pattumiera a cielo aperto giustizia è stata fatta, secondo le autorità, l’ordine pubblico in quel di Torre è stato ristabilito. L’occupazione, riportando nella zona socialità, aggregazione e coinvolgendo tutta la cittadinanza nel principio dell’autogestione, stava facendo rivivere il quartiere di linfa nuova con serate musicali, iniziative culturali e di controinformazione, momenti di integrazione popolare.
Ma la giunta, evidentemente spaventata da tutto questo, ha deciso di non poter permettere lo sviluppo di questa situazione, sgomberando il Centro Popolare Occupato Gramigna. La svendita del patrimonio pubblico e il fare clientelare di Zanonato sempre con le stesse note ditte edili cittadine stanno alla base dell’essenza di
questa giunta comunale: una giunta di speculatori!
Il Comune ha messo all’asta la scuola Zanella-Davila e ancor prima di ricevere i soldi dalla vendita dello stabile ha investito le nostre finanze per costruire il nuovo complesso scolastico “Aldo Moro” di via Luxardo a Torre.
Inoltre, il Comune di Padova è titolare di obbligazioni della banca americana Lehman Brothers per un totale di 6 milioni di euro, soldi prelevati dalle tasche dei cittadini e ora svaniti nel nulla.
Adesso, sindaco e assessori, che evidentemente si sentono agenti finanziari degni di Wall Street, si vedono costretti a svendere l’edificio a qualche privato per pochi spiccioli pur di raggranellare qualche soldo e coprire l’ingente buco economico creato nelle casse del Comune.
La “sinistra” giunta, ora capitanata dal probabile futuro candidato sindaco Ivo Rossi (firmatario dello sgombero del Gramigna), crede di poter amministrare la città con fare autoritario, calpestando i diritti e fregandosene dei bisogni
della cittadinanza. I limiti imposti ad alcuni membri del movimento studentesco e l’ennesima ordinanza che vieta i cortei nel centro sono solo le ultime trovate di questa banda di pagliacci travestiti da sceriffi. Pagliacci, questi, che appartengono ad una ben nota forza politica come il PD, degno di invitare Maroni all’invio dei militari in Val di Susa contro il presidio popolare No TAV e di essere ormai l’unico partito a premere con forza per l’aumento dell’impegno militare nello sterminio della popolazione della Libia, a salvaguardia degli interessi di Eni e Finmeccanica. In una città distrutta dal cemento mentre i proletari restano senza casa e le liste per le case popolari scoppiano, in una città abbandonata al degrado dai difensori dell’ ordine e della disciplina e senza più spazi di aggregazione  collettiva, denunciare la speculazione della Zanella-Davila, significa anche essere contro la manovra finanziaria di lacrime e sangue che attaccherà ancor più pesantemente il mondo della scuola, il diritto allo studio, le famiglie con
figli a carico e le pensioni.

Gli spazi ce li riprenderemo con la lotta!

Giunta di destra, giunta di sinistra
Chi sgombera gli spazi è sempre un fascista!

 

domenica 3 luglio – azione diretta contro il TAV

Molte parole sono state spese riguardo domenica 3 Luglio a Chiomonte ma ci sentiamo di aggiungere anche il nostro pensiero rispetto a quello che è successo durante e dopo la manifestazione. Prima di tutto ci sentiamo di sottolineare come le assemblee del movimento NO TAV stiano insegnando a tutti come si conduca una lotta, decidere le lotte in maniera collettiva e orizzontale unisca le varie anime che si oppongono, al TAV.

E’ stata per noi una giornata di lotta indimenticabile, e non sarà certo l’ultima. Nonostante la vile aggressione poliziesca fatta di proiettili di gomma, armi chimiche sparate in faccia alla gente, e sassi lanciati dal cavalcavia, abbiamo assaporato un momento di lotta collettiva come non capitava da tempo. Eravamo in prima fila fianco a fianco coi valligiani. E’ stato sorprendente parlare con loro di libertà, autogestione, collettivismo …. Ci intendevamo alla peferzione. Sembrava di chiacchierare con qualche vecchio compagno di lunga esperienza. Eppure i valsusini che abbiamo incontrato ci assicuravano che raramente uscivano dalla valle. Dalla prassi alla teoria (con buona pace dei marxisti), dalla lotta contro il TAV alla riscoperta di un modo nuovo di vivere, di socializzare e interagire con le altre persone, senza bisogno di esercitare potere sugli altri. E’ stata assolta come sempre dallo Stato la violenza e la repressione che Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Guardia Forestale hanno prodotto contro il movimento NO TAV. Solo grazie alla determinazione delle compagne dei compagni è stato possibile arginare. Ci ha piacevolmente sorpreso discorso fatto da Perino, in qualità di portavoce NOTAV, che non solo ha risposto a tono a al massacro mediatico perpetrato all’indomani dei fatti di Chiomonte, ma anche saputo aprire una breccia nel muro cinicamente legalitario costruito con tanto sangue e galera negli ultimi dieci anni.

E’ stato incredibilmente coraggioso solidarizzare davanti a 25 mila persone con gli arrestati, arrivando pure a chiamarli per nome  e promettendo loro che “li tireremo fuori presto da lì…i crimini li hanno fatti chi li ha pestati”. Diciamolo pure è stato un piccolo “vaffa” a Grillo e a tutta la combriccola del che ha fatto suo il motto “più galera per tutti”.

Con Sole e Baleno nel cuore

SOLIDARIETA’ a: Marta , Roberto , Salvatore , Giancarlo

LIBERI SUBITO!

Alcuni che c’erano

Presidio solidarietà per gli arrestati

Riprendiamo da notav.info

E’ stata confermata la detenzione degli arrestati nel corso dell’assedio NO TAV alla Maddalena, assedio cui abbiamo partecipato e che abbiamo pienamente condiviso.

Esprimiamo loro  solidarietà attiva con un presidio che proponiamo in Valle, in contemporanea col presidio che si terrà davanti al carcere delle Vallette. L’appuntamento è per sabato 9 luglio, alle ore 17.30 , a Bussoleno , sul ponte storico di via Fontan.
Che tante bandiere NO TAV sventolino contro la repressione, l’occupazione militare della valle, la grande, mala, costosissima opera. I compagni rinchiusi alle Vallette per aver difeso con noi il futuro di tutti sono tutti noi.

Una lettera o una cartolina puo’ essere molto importante per i ragazzi arrestati, soprattutto se viene dalla valle che resiste!
Facciamoli sentire parte di noi, mandiamo loro i nostri saluti, i nostri pensieri, il nostro abbraccio solidale:

Marta Bifani
Roberto Nadalini
Salvatore Soru
Giancarlo Ferrari

Casa circondariale
Via Pianezza 300

10151 – Torino